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L’industria farmaceutica è caratterizzata da processi produttivi complessi che prevedono la manipolazione di sostanze chimiche e principi attivi potenzialmente pericolosi.
Per questo motivo è fondamentale analizzare le lavorazioni coinvolte, i rischi per gli operatori e le soluzioni di protezione più idonee.
La produzione di farmaci e principi attivi comprende diverse fasi operative che possono generare contaminanti nell’aria e richiedono un’attenta gestione dei rischi respiratori:
Nel settore farmaceutico la presenza di sostanze chimiche in concentrazioni variabili espone i lavoratori a diversi pericoli potenziali.
L’inalazione di polveri ultrafini, aerosol solidi o liquidi può provocare irritazioni o danni a lungo termine alle vie respiratorie. Alcune nanoparticelle sono in grado di penetrare profondamente nei tessuti biologici e possono comportare rischi biochimici specifici.
Il contatto involontario con solventi, corrosivi o composti sensibilizzanti può causare reazioni allergiche, irritazioni cutanee o lesioni gravi tramite inalazione, ingestione o contatto oculare.
Le operazioni di sanificazione e manutenzione rilasciano vapori di solventi e prodotti disinfettanti che, in ambienti poco ventilati, aumentano il rischio di disturbi respiratori.
La scelta del corretto Dispositivo di Protezione Individuale (DPI) respiratorio dipende sia dalla natura del contaminante sia dalla sua concentrazione.

Nota su dispositivi elettroventilati (PAPR):
Questi sistemi offrono vantaggi in termini di comfort e riduzione dello sforzo respiratorio, rendendoli adatti per utilizzi prolungati o in condizioni di concentrazione di contaminanti più elevata. Rappresentano inoltre la miglior soluzione nel caso di personale con barba, in quanto non necessitano di fit test.




