Settori
La riduzione degli infortuni nei luoghi di lavoro, e di malattie professionali, passa inevitabilmente da una sostanziosa azione di prevenzione e sensibilizzazione di tutti gli attori coinvolti: ne è ben consapevole l’INAIL che ha messo in atto uno specifico piano per la prevenzione 2022-2024 che definisce le politiche di prevenzione rivolte alla riduzione dei rischi, in linea con la Strategia Europea per la salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027 (1)
Parte integrante del piano è l’attività formativa, da sviluppare a tutto campo, per promuovere una cultura radicata (e non imposta) del valore della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Questo articolo dedicato alla sicurezza nella cantieristica navale e in carrozzeria ha l’obiettivo di portare un piccolo contributo alla consapevolezza dei rischi di questo specifico comparto, e delle possibili azioni da mettere in capo per prevenire l’insorgenza di malattie professionali.
L’ipotetica pericolosità e gravità di un infortunio è immediatamente percepibile: la proiezione di una scheggia in un occhio, la caduta di gravi dall’alto, il pericolo di ustione o un possibile schiacciamento sono intuitivi, in quanto comportano un danno tangibile immediato.
La malattia professionale, definibile come una patologia che insorge in relazione ad un’attività lavorativa svolta, nella maggior parte dei casi si sviluppa nel corso di anni. Secondo la relazione annuale INAIL 2022 sono stati ben 540 i casi accertati di malattie del sistema respiratorio in Italia
Alcune malattie professionali a carico dell’apparato respiratorio sono specificamente correlate a fattori di rischio presenti nell’ambiente di lavoro, quali le pneumoconiosi, mentre in altri casi le esposizioni sul luogo di lavoro contribuiscono allo sviluppo o aggravamento di malattie respiratorie, quali la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), l’asma o i tumori del polmone (2).
La banca dati statistica dell’Inail evidenzia che nel periodo 2014 – 2018 le malattie respiratorie hanno rappresentato il 5,02% delle malattie professionali, attestandosi al quarto posto dopo le malattie dell’apparato muscoloscheletrico, le malattie a carico del sistema nervoso e l’ipoacusia da rumore.
È necessario sottolineare che, nonostante il numero dei casi di malattie a carico dell’apparato respiratorio sia inferiore rispetto ad altre malattie professionali, le malattie respiratorie comportano un più elevato numero di menomazione e di decessi.
Quali sono le situazioni di pericolo, che potrebbero causare (o contribuire ad aggravare) patologie respiratorie? Ecco le principali:
Oltre al rischio di intossicazione, dovuto ad un’esposizione massiccia di breve durata (es. sversamento accidentale di grossi quantitativi), il rischio più subdolo è quello legato ad esposizioni magari relativamente brevi, ma continuative nel corso di mesi e anni. Eventuali conseguenze negative dipendono non solo dal livello di tossicità che caratterizza la sostanza, ma anche dal grado di sensibilità del singolo individuo agli effetti di quella specifica sostanza.
Le lavorazioni che maggiormente comportano l’esposizione ad agenti chimici sono:

Con il termine “polveri” ci si riferisce a materiale particellare di varia granulometria, che scaturisce da operazioni quali :
Quando parliamo di “fumi” in realtà si tratta ancora di materiale particellare: ad esempio in saldatura il metallo vaporizza, e si liberano in aria consistenti quantitativi di particelle.

In tutti i casi ricordiamo che il livello di pericolosità delle particelle cui ci si espone non dipende solo dalla tossicità intrinseca del materiale, ma anche dalla granulometria del particolato: particelle con granulometria < 5 micron hanno notevoli possibilità di sfuggire alle difese naturali e di raggiungere i polmoni.
A questo proposito va detto che, ovunque vi sia generazione di particelle vi è il rischio contestuale di generazione di nanoparticelle (diametro 0,001 µm 0,1 µm): le loro dimensioni infinitesimali fanno si che il loro comportamento può essere definito intermedio tra quello dei gas e quello del resto del particolato sospeso, insinuandosi tra le cellule ed i tessuti causando danni biochimici.
Non si ha ancora una conoscenza completa e approfondita dei danni che possono essere causati a seguito di esposizione da nanoparticelle, ma vari studi si sono concentrati sulle situazioni di rischio più comuni e frequenti, tra le quali la saldatura e la verniciatura. Altre lavorazioni in cui la generazione di nanoparticelle è inevitabile sono la lavorazione del legno, la carteggiatura, molatura e nei processi di combustione.

Infine, fanno parte della stessa famiglia di contaminanti le “fibre”: in questo caso il rischio più significativo è rappresentato dalle fibre di amianto, la cui cancerogenicità è ben nota in quanto penetrano nei polmoni in profondità, si insinuano negli alveoli dove permangono per un tempo indefinito.
Il 22 Novembre 2023 il Parlamento Europeo ha emanato la Direttiva 2023/2668 che abroga la precedente 2009/148/CE in relazione alla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con l’esposizione alle fibre di amianto: essa avrà attuazione dal 21 dicembre 2025 e sancisce che, fino al 20 dicembre 2029 i datori di lavoro si accerteranno che i propri addetti non siano esposti a concentrazioni di amianto superiori a 0,01 fibre per cm3, rapportate ad una media su 8 ore di esposizione: tale limite è inferiore di 10 volte rispetto al limite attuale, e questo ci dà la misura della crescente attenzione alla necessità di misure sempre più stringenti e cautelative per arrivare ad un’efficace prevenzione delle malattie polmonari.
Tra le fibre che necessitano di attenzione ricordiamo anche la fibra di vetro: pur non essendo classificata come cancerogena i suoi effetti sulla salute umana sono irritativi e infammatori, tali da poter favorire processi degenerativi
RESINATURA E APPLICAZIONE DI GEL COAT
In fase di costruzione dello scafo la resinatura, e l’applicazione del gel coat, con relativi catalizzatori, è una delle operazioni più sensibili.
Le resine, che siano poliesteri, viniliche o epossidiche, sono tutte sostanze a base organica, dalle cui esalazioni ci si deve proteggere con semimaschere abbinate a filtri a carboni attivi per gas e vapori organici completi di protezione da polveri. In questo caso, a parità di protezione, vi sono due possibili soluzioni protettive:
Le ragioni che possono influire sulla scelta dell’una o dell’altra soluzione sono legate alla praticità e/o alla maggiore economicità : un dispositivo con filtri integrati non richiede manutenzione, e l’intero dispositivo deve essere sostituito non appena i filtri sono esauriti. La scelta di una semimaschera con filtri intercambiabili comporta invece una maggior economicità, in quanto il facciale può essere pulito e riutilizzato anche per mesi, sostituendo i soli filtri.
Nel caso di esposizioni prolungate, e soprattutto considerata la necessità dell’abbinamento di una protezione per gli occhi può essere preferibile l’utilizzo di una maschera pieno facciale, analogamente con filtri A2-P3.
CERATURA
Nelle operazioni di ceraturadegli stampi non vi è una necessità specifica di utilizzo di DPI , ma può essere utile alleviare il fastidio dell’odore con un facciale filtrante a carboni attivi.
TAGLIO VETRORESINA
Nel taglio di pannelli in vetroresina, a causa della generazione di particolato, si consiglia l’utilizzo di un facciale filtrante FFP3 con carboni attivi.
FALEGNAMERIA
Passando alle operazioni di falegnameria: anche in questo caso si presenta una tematica di generazione di materiale particellare: da polveri di granulometria più rilevante fino a nanoparticelle. Un dispositivo leggero come un facciale filtrante di tipo FFP3, preferibilmente con elastici regolabili e guarnizione completa per assicurare una perfetta tenuta costituiscono una soluzione pratica, leggera ed efficace.
ANTIVEGETATIVA
Applicazione dell’antivegetativa: per la natura di queste sostanze, la tipologia di protezione da utilizzare è analoga a quella utilizzata nel caso di resinatura.
Anche in questo caso, la scelta di una semimaschera o di una maschera pieno facciale dipenderà sia dal livello di esposizione sia da una scelta di praticità: la maschera pieno facciale garantisce al tempo stesso protezione per le vie respiratorie e per gli occhi.

CARTEGGIATURA
Le operazioni di carteggiatura, manuale o meccanica, comportano ovviamente la necessità di una adeguata protezione da polveri: un facciale filtrate FFP3 e una semimaschera con filtri P3 offrono una protezione analoga, e la scelta dipende dalla soggettività dell’individuo. Il facciale filtrante si caratterizza per la sua leggerezza e bassa resistenza respiratoria, mentre la semimaschera è talvolta preferita a causa della maggior durata dei filtri, e possibilità di scelta fra più taglie.
SALDATURA
Ed è ancora la protezione di tipo P3 che deve essere utilizzata nel caso di operazioni di saldatura: in questo caso però si preferirà l’adozione di un facciale filtrante FFP3 con carboni attivi, per alleviare il fastidio degli odori sgradevoli e, nel caso di utilizzo di semimaschere , vi è la possibilità di abbinare filtri antipolvere con carboni attivi particolarmente leggeri e di sagoma sfilata studiata appositamente per consentire l’abbinamento con maschere per saldatura.
STUCCATURA
Per la stuccatura è consigliato l’utilizzo di una semimaschera con filtri di tipo A, mentre, solo per operazioni di breve durata, con un’esposizione dunque molto limitata, si può optare per un facciale filtrante con carboni attivi.
SOLVENTI
Anche l’utilizzo di solventi trova ampio impiego, per i quali è sempre consigliata come protezione minima una semimaschera con filtri di tipo A.
VERNICIATURA
Un capitolo a parte merita la verniciatura:

Dal punto di vista dei rischi cui i lavoratori sono esposti durante la loro attività, vi sono molte analogie tra il mondo della cantieristica e le lavorazioni in carrozzeria e le necessità in termini di protezione delle vie respiratorie sono spesso sovrapponibili.
CARTEGGIATURA
Se pensiamo ad esempio alla carteggiatura delle superfici, gli stucchi metallici sono sostanze impiegate per il la rifinitura delle imperfezioni di un veicolo, e la carteggiatura si rende necessaria per levigare le parti trattate con queste sostanze. Lo stucco polverizzato ha un elevato livello di tossicità, e il quantitativo e la granulometria delle polveri che si sprigionano è tale da richiedere una protezione specifica, anche in presenza di aspirazione : un facciale filtrante di tipo FFP3 o, in alternativa, una semimaschera con filtri P3 sono assolutamente necessari per tutelare adeguatamente l’operatore.
SGRASSAGGIO E PRIMER
Terminata la carteggiatura, si passa allo sgrassaggioe all’applicazione del primer. In questo caso la scelta ricade su due tipologie di dispositivi che garantiscono esattamente lo stesso grado di protezione, ma in un caso si tratta di dispositivi senza manutenzione (impropriamente a volte definiti “monouso”) o semimaschere con filtri intercambiabili. Nel primo si tratta di vere e proprie semimaschere con filtri integrati che, una volta esauriti, non sono sostituibili: la tipologia di protezione corretta è garantita da filtri A2 abbinati ad un prefiltro P2, o filtri combinati A2-P3. Analoga soluzione è prevista nel caso di abbinamento a semimaschere completate con filtri intercambiabili, sempre di tipo A2P2 o A2P3.
VERNICIATURA
La verniciatura: un’attività delicata e critica, in quanto la sua perfetta esecuzione determina la durata della scocca, nonché l’aspetto estetico del veicolo. L’esposizione a vernici e solventi è forse il rischio primario per il carrozziere che, a causa della consuetudine, a volte tende a sottovalutarlo. Grazie alla Direttiva 2004/42/CE sull’emissione di COV (Composti Organici Volatili) molte sostanze potenzialmente dannose sono state completamente eliminate, o drasticamente ridotte, e sostituite da prodotti vernicianti a più bassa tossicità, ma questo non elimina completamente la necessità di una protezione adeguata. Ancora una volta è la protezione di tipo A2/P2 o A2P3 a rendersi necessaria, anche nel caso di cabine di verniciatura con filtrazione e aspirazione in perfetta efficienza.
E’ indispensabile prevedere anche una protezione occhi adeguata: gli occhiali a tenuta impediscono che l’occhio venga investito da goccioline di vernice e nel contempo proteggono dalle esalazioni dei solventi. Può risultare più pratico un unico dispositivo che garantisca contestualmente la protezione delle vie e respiratorie e degli occhi, e cioè una maschera pieno facciale sulla quale montare gli stessi filtri che abbineremmo alla semimaschera.

Di seguito è possibile trovare una tabella riassuntiva con i prodotti BLS consigliati per ogni lavorazione:









